Come Lavoriamo
Modus Operandi
Nelle pratiche assistenziali contro l'INPS l'Avvocato De Pascale gestisce sia la fase amministrativa sia l'eventuale fase giudiziaria in caso di diritto negato.
Domanda Amministrativa all'INPS
Il primo passo per poter inoltrare la domanda di invalidità è recarsi dal proprio medico di medicina generale o da un medico certificatore che provvederà a redigere ed inoltrare telematicamente apposito certificato medico all'INPS (modulo SS3).
Successivamente, nel termine di 90 giorni dalla data in cui il medico ha rilasciato il certificato, la domanda va inoltrata in via telematica all'INPS, allegando:
- Copia del certificato medico inoltrato dal medico
- Carta d'identità
- Ulteriori dati richiesti dal sistema telematico INPS
Visita Medica presso il Centro Medico Legale INPS
Dopo aver presentato la domanda si verrà convocati presso l'INPS territorialmente competente per la visita medico-legale e la valutazione della sussistenza dei requisiti sanitari per il riconoscimento della prestazione.
Alla visita la persona convocata dovrà portare:
- L'originale del certificato medico redatto dal medico di medicina generale o dal medico certificatore
- Tutta la documentazione medica in suo possesso
È consigliabile portare sempre delle fotocopie, esibendo eventualmente gli originali, poiché tutto ciò che viene consegnato all'INPS non verrà più restituito.
Dopo aver effettuato la visita, l'INPS provvederà a comunicare — a mezzo raccomandata A/R o a mezzo PEC se comunicata — al richiedente l'esito della stessa.
Il giudizio espresso dalla commissione INPS può essere impugnato dal richiedente mediante un procedimento che si articola in due fasi: un'amministrativa e un'altra (eventuale) giudiziaria.
Il Ricorso Amministrativo
Entro 90 giorni dalla ricezione del diniego può essere presentato al Comitato Provinciale INPS un ricorso amministrativo online, indicando le ragioni per le quali l'ente previdenziale ha espresso un giudizio errato sulla riduzione della capacità lavorativa del lavoratore. L'INPS potrebbe, in tal caso, anche riconvocare a visita il richiedente.
Tale ricorso dovrebbe essere definito nei successivi 90 giorni.
In caso di rigetto del ricorso o di mancata risposta nel predetto termine, si può adire il competente Tribunale del Lavoro presentando un ricorso giudiziario.
Il Ricorso Giudiziario
Il ricorso giudiziario nei confronti dell'INPS può essere presentato:
- Nel termine di 3 anni dalla data di comunicazione della definizione del ricorso amministrativo online
- Nel termine di 3 anni dalla data di scadenza del termine stabilito per la decisione, qualora l'INPS non si sia pronunciato (cd. silenzio rigetto)
Qualora l'Istituto previdenziale non decida sul ricorso nei 90 giorni successivi alla presentazione, potrà presentarsi il ricorso giudiziario entro 3 anni dalla data di scadenza dei predetti 90 giorni — cd. silenzio rigetto — senza necessariamente attendere l'eventuale risposta dell'INPS.
Il ricorso va presentato, tramite un legale, dinanzi al Tribunale del Lavoro del luogo di residenza del richiedente ai sensi dell'art. 445-bis c.p.c. (accertamento tecnico preventivo obbligatorio), allegando:
- Tutta la documentazione medica portata in visione all'INPS ed eventualmente quella maturata successivamente
- Estratto contributivo aggiornato
- Certificato di residenza e di stato di famiglia del ricorrente
- Documentazione attestante la tipologia di lavoro svolta dal ricorrente
Una volta depositato il ricorso, verrà fissata dal Giudice l'udienza di comparizione delle parti. Verificata la regolarità della documentazione prodotta, il Magistrato nominerà un medico — iscritto in un apposito albo del Tribunale — come Consulente Tecnico d'Ufficio (CTU), il quale fisserà la data per la visita medico-legale.
La Perizia del Medico del Tribunale
Il medico nominato dal Giudice provvederà, alla data fissata, a visitare il soggetto e a raccogliere tutte le informazioni necessarie per valutare, con obiettività, le condizioni di salute del ricorrente e la loro incidenza sulla capacità lavorativa specifica.
Effettuata la visita, solitamente il consulente ha un termine pari a 150 giorni per depositare la perizia in Tribunale, inviandone preventiva bozza alle parti, le quali possono inoltrare le proprie osservazioni nel termine di 20 giorni dal ricevimento.
La perizia depositata dal CTU può essere:
Negativa
Il medico ritiene che le patologie del ricorrente non giustifichino la riduzione della capacità lavorativa a meno di un terzo, confermando l'esito del verbale INPS.
Positiva
Il medico ritiene che le valutazioni dell'INPS siano errate e che la capacità lavorativa del richiedente sia ridotta a meno di un terzo dalla data della domanda amministrativa.
Positiva con spostamento della decorrenza
Il medico riconosce la riduzione della capacità lavorativa ma ritiene che tale condizione si sia verificata dopo la data della domanda, spostando così la decorrenza della prestazione.
Per evitare lo spostamento della decorrenza, è importante presentare già dinanzi alla Commissione INPS la documentazione medica specialistica finalizzata alla certificazione delle patologie di cui si è affetti.
Dopo il Deposito della Perizia
Depositata la perizia in Tribunale — indipendentemente dall'esito positivo o negativo — il Giudice concederà alle parti un termine di 30 giorni per potersi opporre alle conclusioni del CTU (cd. dissenso).
Giudizio di Opposizione
La parte ha un ulteriore termine di 30 giorni per illustrare le motivazioni mediante ricorso ex art. 442 c.p.c. Il Magistrato potrà: richiamare il CTU per chiarimenti (soprattutto in caso di documentazione nuova che attesti un aggravamento) oppure — raramente — nominare un nuovo CTU. Il giudizio si conclude con sentenza inappellabile.
Decreto di Omologa
Il Giudice emana il decreto di omologa che recepisce le risultanze della CTU, sia positive che negative. Questo provvedimento non è impugnabile.
Liquidazione della Prestazione da parte dell'INPS
Una volta ottenuto il decreto di omologa favorevole, è necessario inoltrare la richiesta di liquidazione all'INPS competente.
Attenzione: senza tale richiesta l'INPS non procederà alla liquidazione della prestazione e degli eventuali arretrati. La liquidazione deve avvenire nel termine di 120 giorni.
Con il pagamento del primo rateo di assegno verranno corrisposti anche gli arretrati maturati dalla data della domanda originale.
È bene ricordare che sino alla definizione dell'azione giudiziaria non è possibile presentare all'INPS, per la stessa prestazione, una nuova domanda amministrativa.
Il tuo diritto non si prescrive facilmente. Agisci adesso.
Ogni giorno che passa potrebbe costarti degli arretrati preziosi. Contattaci per una prima valutazione gratuita e senza impegno.